﻿{"id":3443,"date":"2024-06-21T15:44:41","date_gmt":"2024-06-21T15:44:41","guid":{"rendered":"https:\/\/librerialibera.ch\/it\/product\/biografia-non-autorizzata-della-seconda\/"},"modified":"2026-01-29T15:00:54","modified_gmt":"2026-01-29T15:00:54","slug":"biografia-non-autorizzata-della-seconda","status":"publish","type":"product","link":"https:\/\/librerialibera.ch\/fr\/product\/biografia-non-autorizzata-della-seconda\/","title":{"rendered":"Biographie non autoris\u00e9e du deuxi\u00e8me"},"content":{"rendered":"<p>\u00abSono sempre i vincitori a scrivere la storia e la seconda guerra mondiale non costituisce eccezione a questa regola. Ci\u00f2 non significa che i vinti siano migliori dei vincitori, ma solo che tutte le nazioni coinvolte nel conflitto hanno i loro crimini ed errori da nascondere.\u00bb Marco Pizzuti ha un talento: quello di non farsela raccontare. Quale che sia l&#8217;argomento, legge, ascolta, approfondisce, cerca riscontri, studia tutte le fonti disponibili e alla fine, ma solo alla fine, ci offre la sua personale visione della storia. Una ricostruzione che molto spesso si discosta parecchio da quella che tutti quanti, compresi gli autori dei testi scolastici, indicano come l&#8217;unica vera. Anche in &#8220;Biografia non autorizzata della seconda guerra mondiale&#8221; Pizzuti ricostruisce e riporta alla luce pezzi di verit\u00e0 finora dimenticati o taciuti per convenienza, come i forti dubbi degli Alleati sul presunto suicidio di Hitler nel bunker di Berlino il 30 aprile 1945. Alla luce di una serie di carte molto scottanti e poco note, da lui meticolosamente riordinate, Pizzuti dimostra come la grande industria e il sistema bancario statunitensi abbiano concretamente sostenuto la corsa all&#8217;armamento del criminale regime nazista, tanto che persino la rivista \u00abTime\u00bb dedic\u00f2 al F\u00fchrer la copertina come uomo dell&#8217;anno nel 1938, tre anni dopo la promulgazione delle leggi razziali di Norimberga. Altre verit\u00e0 brucianti: Dunkerque non fu una vittoria di britannici e francesi, bens\u00ec una disastrosa scelta strategica di Hitler, che ferm\u00f2 i suoi panzer a pochi chilometri dall&#8217;annientamento delle forze alleate; prima dell&#8217;aggressione tedesca del 22 giugno 1941, Stalin aveva elaborato un piano segreto per invadere l&#8217;Europa, cos\u00ec come l&#8217;attacco giapponese alla base statunitense di Pearl Harbor fu pretestuosamente provocato dall&#8217;amministrazione americana, che ne era a conoscenza da tempo e non esit\u00f2 a mandare al massacro migliaia di soldati. Ma \u00e8 l&#8217;ultimo capitolo quello pi\u00f9 scioccante, l\u00e0 dove Pizzuti ricorda l&#8217;inutile bombardamento che rase al suolo Dresda, la scomparsa di un milione di prigionieri tedeschi nei campi di prigionia alleati, le 240.000 donne tedesche stuprate dai soldati dell&#8217;Armata Rossa e altri efferati crimini commessi dalle truppe di liberazione ai danni dei civili liberati. Un libro che insinua numerosi e documentati dubbi sulla veridicit\u00e0 della storia ufficiale.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abSono sempre i vincitori a scrivere la storia e la seconda guerra mondiale non costituisce eccezione a questa regola. Ci\u00f2 non significa che i vinti siano migliori dei vincitori, ma solo che tutte le nazioni coinvolte nel conflitto hanno i loro crimini ed errori da nascondere.\u00bb Marco Pizzuti ha un talento: quello di non farsela raccontare. Quale che sia l&#8217;argomento, legge, ascolta, approfondisce, cerca riscontri, studia tutte le fonti disponibili e alla fine, ma solo alla fine, ci offre la sua personale visione della storia. Una ricostruzione che molto spesso si discosta parecchio da quella che tutti quanti, compresi gli autori dei testi scolastici, indicano come l&#8217;unica vera. 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